Le origini del Cristianesimo
e la ricerca del Gesù Cristo storico

di Acharya S


L'autore di

          Conspiracion de Cristo         

Introduzione

In tutto il mondo, durante i secoli, molto è stato scritto sulla religione, il suo significato, la sua pertinenza e il suo contributo per l’umanità. Specialmente in occidente, sono stati scritti tomi considerevoli che hanno speculato sulla natura e sullo sfondo storico del principale personaggio delle religioni occidentali: Gesù Cristo. Molti hanno tentato di scavare nei pochi preziosi indizi sull'identità di Gesù e di fornire un abbozzo biografico che o rinforzasse la fede o rivelasse un lato più umano di questo "uomo - dio" ("godman") al quale tutti potessero riferirsi. Evidentemente, considerando il tempo e l'energia spesi su di loro, il tema del cristianesimo e del suo leggendario fondatore sono molto importanti per la mentalità e la coltura occidentali.

La Disputa

Malgrado tutta la letteratura prodotta costantemente e l’importanza di questo soggetto, nel vasto pubblico c’è una seria mancanza di istruzione formale e larga per quanto riguarda la religione e la mitologia, e la maggior parte degli individui non è molto informata su questi temi. Per quel che riguarda l'argomento del cristianesimo, per esempio, la maggior parte della gente impara in quasi tutte le scuole e le chiese che Gesù Cristo era una reale figura storica e che l'unica controversia su di lui verte sul fatto che qualcuno lo accetta come figlio di Dio e Messia, mentre qualcun altro no. Anche se oggi questo è il dibattito più evidente scatenatosi su questo soggetto, tuttavia non è il più importante. Benché possa sembrare scandaloso per la gente comune, la polemica più profonda e duratura su questo tema è se un individuo chiamato Gesù Cristo sia mai realmente esistito.

Anche se questo dibattito non sembra evidente in base alle pubblicazioni facilmente trovate nelle comuni librerie (1), quando si esamina questo soggetto in modo approfondito, si troverà un enorme volume di letteratura che dimostra, in modo logico ed intelligente, nonché ripetutamente, che Gesù Cristo è un personaggio mitologico simile agli dei greci, romani, egiziani, numerici, fenici o indiani, tutti attualmente accettati come miti, anziché come figure storiche (2). Ricercando profondamente in questa grande mole di lavoro, si ha la prova che il personaggio di Gesù è basato su miti ed eroi molto più antichi presenti nel resto del mondo. Si scopre, quindi, che questo racconto non è la rappresentazione storica di un falegname ebreo ribelle, fisicamente personificato nel Medio Oriente 2.000 anni fa. In altre parole è stato continuamente dimostrato, attraverso i secoli, che questo personaggio, Gesù Cristo, fu inventato e non descriveva un individuo reale che era al tempo stesso il "figlio di Dio" o un essere trasformato miracolosamente in un "sovra-umano" da seguaci entusiasti(3).

Storia e posizioni della controversia

Questa disputa è esistita sin dalle origini e gli stessi scritti dei "Padri della Chiesa" rivelano che essi furono costretti costantemente dalla "intellighenzia" pagana a difendere quello che i non - cristiani e altri cristiani come gli "eretici" (4) probabilmente vedevano come un racconto assurdo e costruito, privo di alcuna prova e mai accaduto nella storia.

Come dice il rev. Robert Taylor: "Sin dai tempi lontani dell’età apostolica e fino all’età odierna, in una successione mai interrotta, ma mai così fortemente ed enfaticamente come ai tempi primitivi, l’esistenza di Cristo come uomo fu più strenuamente negata" (5). L’imperatore Giuliano, succeduto al regno del fanatico e sanguinario "buon cristiano" Costantino, restituì ai fedeli pagani i loro diritti e dichiarò: "Se qualcuno desiderasse conoscere la verità secondo voi Cristiani, scoprirebbe che la vostra mancanza di rispetto è basata in parte sulla sfrontatezza degli Ebrei e in parte sull’indifferenza e confusione dei Gentili, e che voi avete messo insieme non le migliori, ma le peggiori caratteristiche di entrambi."(6)

Secondo questi colti dissidenti, il Nuovo Testamento avrebbe potuto essere giustamente denominato, "romanzi evangelici."(7)

Un secolo fa, l’erudito Albert Churchward disse: "I vangeli canonici possono essere indicati come una collezione di massime appartenenti al Mito ed alla Escatologia egiziani. "(8) In La contraffazione nel cristianesimo, Joseph Wheless ha detto, "I vangeli sono tutte contraffazioni sacerdotali del secolo successivo alle date loro attribuite." (9). Quelli che preparavano alcuni dei vangeli e delle epistole "alternative" che stavano circolando durante i primi due secoli dopo Cristo ammisero persino di aver falsificato i documenti (10). La contraffazione nei primi secoli dell'esistenza della Chiesa era evidentemente sfrenata, e in effetti così comune che una nuova frase fu coniata per descriverla: "pia frode." (11). Tale falsificazione è confessata ripetutamente nell'Enciclopedia Cattolica (12). Alcuni dei "grandi" padri della Chiesa, quali Eusebio, furono condizionati dai loro propri contemporanei ad essere degli incredibili bugiardi che scrivevano regolarmente i loro racconti su cosa "il Signore" aveva detto e fatto durante "il suo" presunto soggiorno sulla terra (14).

La Prova

L'asserzione che Gesù Cristo è un mito può essere dimostrata non soltanto attraverso i lavori dei dissidenti e "pagani" che conoscevano la verità - e che furono confutati o assassinati ferocemente per la loro battaglia contro i preti cristiani e "padri della Chiesa" che stavano imbrogliando le masse con le loro storie - ma anche con le dichiarazioni dei cristiani stessi, che dichiaravano continuamente di sapere bene che Gesù Cristo era un mito fondato su divinità più antiche presenti in tutto il mondo antico conosciuto. Infatti, Papa Leone X, venuto a conoscenza della verità a causa del suo alto rango, fece questa curiosa dichiarazione: "Che profitto ci ha portato quella favola di Cristo!"(15). Come dice Wheless: "Le prove della mia accusa sono incredibilmente semplici da trovare."

Gli Gnostici

Per loro propria ammissione, i primi cristiani erano incessantemente sotto la critica di altri eruditi di grande reputazione che furono contestati come "pagani" dai loro avversari Cristiani. Questo gruppo includeva molti Gnostici, che obiettarono con forza alla "incarnazione" del loro dio, poiché si può dimostrare che i Cristiani presero molte delle caratteristiche del loro dio e del dio - uomo dagli Gnostici poiché "gli unici a sapere" era una libera definizione applicata ai membri di una varietà di scuole esoteriche e confraternite. Le confutazioni dei Cristiani contro gli Gnostici rivelano che il dio - uomo Cristiano era un’offesa contro questi ultimi, che invece sostenevano che il loro dio mai avrebbe potuto prendere forma umana.

Fonti bibliche

È molto semplice affermare che i primi documenti cristiani, le "Lettere" attribuite a "Paolo," non discutono mai un sfondo storico attorno a Gesù ma trattano esclusivamente di un essere spirituale che era noto a tutte le sette gnostiche per centinaia di migliaia di anni. I pochi riferimenti "storici" ad una reale vita di Gesù citata nelle epistole sono dimostrabili interpolazioni e falsi, così come, secondo Wheless, le "Lettere" stesse, giacché queste non furono scritte da Paolo (17). A parte un breve riferimento a Ponzio Pilato in 1 -Timoteo 6:13, una lettera datata, ben Yehoshua, del 144 d.C. e perciò non scritta da Paolo, la letteratura Paolina (come puntualizzato da Edouard Dujardin) "non fa riferimento a Pilato (18), ai Romani, a Caiafa, al Sinedrio, a Erode (19), a Giuda, alle sante donne, né ad alcuna delle persone del racconto evangelico della Passione né fa alcuna allusione ad essi; infine questa non menziona assolutamente alcuno degli eventi della Passione sia direttamente che attraverso allusioni (20)". Inoltre Dujardin riferisce che altri primitivi scritti "Cristiani" quale la "Rivelazione" non accennano ad alcun dettaglio o dramma storici. (21): Mangasarian fa notare che Paolo non cita neanche le prediche e i discorsi attribuiti a Gesù, le parabole e le preghiere, né menziona la nascita sovrannaturale di Gesù o alcuno dei suoi presunti prodigi e miracoli, e che presumendo tutto ciò molto importante per i suoi seguaci, tali imprese e massime avrebbero dovuto essere ben noti antecedentemente a Paolo (22).

Tornando ai vangeli stessi, che furono composti tra il 170 e 180 d.C. (22a), i loro presunti autori, gli apostoli, riportano limitati racconti e genealogie di Gesù che si contraddicono tra di loro in molte parti. La data di nascita di Gesù è descritta come avvenuta in differenti periodi: la sua nascita ed infanzia non sono menzionati nel vangelo di Marco e quantunque sia riportato in quelli di Matteo e Luca come "essere nato da una vergine" , la sua stirpe viene assegnata alla dinastia di Davide per tramite di Giuseppe, in modo da "soddisfare la profezia" (23). Nei primi tre vangeli (sinottici) si dice che Gesù insegnò per un anno prima di morire, mentre in quello di Giovanni gli anni sono tre. Matteo narra che Gesù tenne "Il discorso dalla montagna" (24) prima di quello delle "moltitudini", mentre Luca racconta che questo era un discorso riservato solo ai discepoli. Le descrizioni della Passione e della Resurrezione differiscono completamente l’una dall’altra e nessuno dice quale fosse la sua età quando morì (25). Wheless dice: "I cosiddetti libri canonici del Nuovo e del Vecchio Testamento sono un pasticcio di contraddizioni e confusioni di testo per una stima attuale di 150.000 e più varianti di lettura, come è ben risaputo e ammesso" (26). Per di più, delle dozzine di vangeli, quelli che una volta erano considerati canonici o genuini vennero più tardi rigettati come "apocrifi" o spuri e viceversa. Tanto per "l’infallibile parola di Dio" che per "l’infallibile Chiesa"! La confusione esiste perché i plagiari Cristiani nel corso dei secoli tentarono di amalgamare e fondere praticamente ogni mito, fiaba, leggenda, dottrina o punta di saggezza che potessero carpire dalle innumerevoli differenti religioni misteriche e dalle filosofie esistenti a quell’epoca. Così facendo essi falsificarono, interpolarono, mutilarono, cambiarono e riscrissero questi testi per secoli (27).

Fonti non bibliche

Sostanzialmente non ci sono riferimenti non biblici per un Gesù storico da parte di alcuno storiografo conosciuto dell’epoca contemporanea e successiva al riportato avvento di Gesù. Walker afferma: "nessun letterato di quel periodo lo menziona in alcuno scritto". L’eminente storiografo ebreo - ellenistico Filone (20 a. C. - 50 d.C.), vivente all’epoca riferita a Gesù non fa menzione di lui e neppure alcuno degli altri 40 storiografi che scrissero dal primo al secondo secolo dell’era comune. "rimane abbastanza degli scritti di (questi) autori... per formare una collezione di libri: tuttavia in questa massa di letteratura ebrea e pagana, oltre a due passaggi falsificati nei lavori di un autore ebreo, e a due discussi passaggi nei lavori di scrittori romani, non si trova alcuna menzione di Gesù Cristo." (28). Il loro silenzio è una testimonianza assordante contro gli storici".

Nell’intera opera dello storico ebreo Giuseppe, costituita da molti volumi, ci sono solo due paragrafi che implicano un riferimento a Gesù. Sebbene molto uso è stato fatto di questi riferimenti, essi sono stati accantonati da tutti gli studiosi come falsità, così come quelli riguardanti Giovanni Battista e Giacomo, "fratello" di Gesù. Il vescovo Warburton etichettò l’interpolazione di Giuseppe riguardante Gesù come "un vero e proprio falso e anche molto stupido" (29). Wheless fa notare che "La prima citazione mai avvenuta di questo passaggio ed il suo testo si trovano nella storia della Chiesa costruita da quell’assai disonesto scrittore del vescovo Eusebio, nel quarto secolo ...CE (l’Enciclopedia Cattolica) ammette che il suddetto passaggio non era conosciuto da Origene e dagli altri antichi scrittori patristici". Wheless, un avvocato e Taylor, un ministro, concordano che fu Eusebio stesso a falsificare il passaggio.

Per quel che riguarda la lettera a Traiano presumibilmente scritta da Plinio il giovane, che è uno dei pochi pietosi "riferimenti" a Gesù o alla Cristianità considerati dai Cristiani come un’evidenza dell’esistenza di Gesù, c’è solo una parola che è pertinente - "Cristiano"- e che è stata dimostrata essere spuria così come lo è anche l’intera lettera. Per i brani nell’opera dello storico Tacito, che non visse durante il periodo attribuito a Gesù, ma era nato due decadi dopo l’epoca assegnata alla sua morte, anche questi sono considerati come un’interpolazione ed una falsità (30). I difensori di ispirazione cristiana amano anche considerare il brano di Svetonio che si rifà a qualcuno chiamato "Chrestus" o "Chresto" come allusione al loro Salvatore; comunque mentre alcuni hanno ipotizzato che ci fosse un uomo romano così chiamato a quell’epoca, il nome "Chrestus" o "Chresto", che significa "utile", era frequentemente adottato dagli schiavi liberati. Altri ritengono che questo brano è anche un’interpolazione.

A fronte di questi riferimenti e dei loro costanti rigurgiti da parte degli apologeti Cristiani, il Dr. Alvin Boyd Kuhn scrive:

"Il comune ministro del culto cristiano che non ha letto al di fuori dell’ambito riconosciuto dalle autorità ecclesiastiche trasmetterà a tutti i parrocchiani che ne facessero richiesta l’informazione che nessun evento storico è testimoniato meglio quanto gli avvenimenti sulla vita di Cristo che si trovano nei Vangeli. Egli andrà oltre le usuali citazioni degli storici che parlano di Gesù e delle lettere che vengono asserite essere state scritte su di lui. Quando il credulo interrogante che si fida dell’intelligenza e della buona fede del suo pastore ottiene questa risposta, se ne va via rassicurato sul punto riguardante la veridicità della ricostruzione storica evangelica. Il pastore non limita i suoi dati sapendo che la pratica della falsità, della finzione e delle leggende era diffusa nella Chiesa primitiva. Pertanto, nel semplice interesse della verità, è importante esaminare il corpo di presunte testimonianze dalla storia dei secoli e vedere quali credibilità ed autorità esso possiede.

Per prima cosa, riguardo agli storiografi i cui lavori registrano l’esistenza di Gesù, la lista ne comprende non più di 4. Essi sono Plinio, Tacito, Svetonio e Giuseppe. Vi sono brevi paragrafi nei lavori di ognuno di questi, e 2 in Giuseppe. La quantità totale di questo materiale è descritta da Harry Elmer Barnes in "Il crepuscolo della Cristianità" come un qualcosa di 24 righe. Può giungere ad un po’ di più, forse due volte quel totale. Questa misera testimonianza costituisce il corpo o una quantità dell’evidenza di uno dei meglio attestati eventi storici. Anche se tutto ciò potesse essere accettato come inconfutabilmente autentico ed attendibile, rappresenterebbe un incerto sostegno ad un evento che ha dominato il pensiero di metà del mondo per diciotto secoli.

Ma qual’ è il credito di questa testimonianza? Neanche studiosi cattolici di rilievo hanno dissentito da un accordo generale tra i ricercatori accademici sul fatto che tutti quei passaggi vanno deposti come falsità ed interpolazioni messe in atto da scrittori cristiani faziosi che desideravano con zelo mettere l’autorevolezza di questi storiografi dietro la veridicità storica della vita di Gesù descritta nei Vangeli. Una somma totale di quaranta - cinquanta righe da tutta la storia dei secoli, e completamente screditate, per supportare l’esistenza di Gesù di Nazareth. (30a)

A proposito di queste "referenze", Dujardin afferma: "Anche se queste fossero autentiche e fossero derivate da precedenti fonti, non ci porterebbero dietro a prima di quel periodo nel quale prese forma la leggenda evangelica e in questo modo potrebbero solo attestare la leggenda di Gesù e non la sua storicità". Ad ogni modo queste scarsi e brevi "riferimenti" ad un uomo che presumibilmente scosse il mondo difficilmente possono essere considerate come una prova della sua esistenza, ed è assurdo che la storicità attribuita all’intera religione cristiana sia fondata su di questi (31). Come si dice: "Rivendicazioni straordinarie richiedono prove straordinarie"; eppure nessuna prova di alcun genere sulla storicità di Gesù è mai esistita o è disponibile.

I personaggi

E’ evidente che non c’era alcun singolo storico individuo sul quale la religione cristiana si basasse e che Gesù Cristo è un insieme di leggende, eroi, dei e uomini - dei. Non c’è spazio sufficiente in questa sede per entrare nei dettagli di tutti gli dei o uomini - dei che contribuirono alla formazione del personaggio ebreo di Gesù; basta dire che c’è abbondanza di documentazione per indicare che questo tema non è una questione di "fede" o "dottrina". La verità è che durante l'era in cui presumibilmente questo personaggio visse, c’era una vasta biblioteca ad Alessandria e una rete di comunicazione associativa incredibilmente pronta che si estendeva dall’Europa a Cina, e che questa rete di informazioni aveva accesso a numerosi manoscritti che raccontavano la stessa narrazione descritta nel Nuovo Testamento con differenti nomi di località e di etnie per quanto riguarda i personaggi. In realtà, ad esempio, la leggenda di Gesù corrisponde quasi identicamente al racconto di Krishna, persino nei dettagli, come fu illustrato dal rinomato studioso Gerald Massey più di 100 anni fa, e anche, tra gli altri, dal reverendo Robert Taylor 160 anni fa (32). Il racconto di Krishna così come è descritto nei testi hindi dei Veda è stato datato ad almeno il 1400 a. C. (33). Lo stesso può dirsi del ben intrecciato mito di Horus anch’esso praticamente identico, nei dettagli, alla storia di Gesù, ma che anticipa la versione cristiana di migliaia di anni.

La storia di Gesù ha incorporato elementi dai racconti di altre divinità registrati in quest’area diffusa, quali i seguenti salvatori del mondo e "figli di Dio" la maggior parte o totalità dei quali precedono il mito cristiano, anch’essi crocifissi o giustiziati (33a):

  • Adad dall’Assiria
  • Adone, Apollo, Eracle ("Ercole") e Zeus dalla Grecia
  • Alcide di Tebe
  • Attis dalla Frigia
  • Baal dalla Fenicia
  • Bali dall'Afganistan
  • Beddru dal Giappone
  • Budda dall'India
  • Crite dalla Caldea
  • Deva Tat dal Siam
  • Hesus dai druidi celtici
  • Horus, Osiride e Serapis, il cui aspetto barbuto e dai capelli lunghi fu adottato per il personaggio del Cristo, dall'Egitto
  • Indra dal Tibet
  • Jao dal Nepal
  • Krishna dall'India
  • Mikado dagli Sintoos
  • Mitra dalla Persia
  • Odino dagli Scandinavi
  • Prometeo dal Caucaso
  • Quetzalcoatl dal Messico
  • Salivahana dalle Bermude
  • Thammuz dalla Siria (che fu successivamente trasformato, secondo un movimento tipico della fabbricazione dei miti, nel discepolo Tommaso (35).
  • Thor dai Galli
  • Monarca universale delle Sibille
  • Wittoba dei Bilingonese
  • Xamolxis dalla Tracia
  • Zarathustra/Zoroastro dalla Persia
  • Zoar dai Bonzi

I principali protagonisti

Budda

Anche se la maggior parte della gente pensa a Budda come una persona che ha vissuto verso il 500 a. C., il personaggio ritratto comunemente come Budda può essere dimostrato per essere un insieme degli dei, delle leggende e dei detti dei vari santi uomini che furono precedenti e successivi al periodo attribuito al Budda (37).

Il personaggio di Budda ha in comune con la figura di Cristo le seguenti caratteristiche:

  • Budda fu partorito della vergine Maya che era considerata la "Regina del cielo".
  • Era di stirpe regale.
  • Schiacciò la testa d'un serpente.
  • Compì miracoli e prodigi, guarì i malati, nutrì 500 uomini servendosi di un "piccolo cesto di focacce" e camminò sull’acqua (38a).
  • Abolì l’idolatria, fu un "seminatore della parola" e predicò "l’instaurazione di un regno degli onesti" (38b).
  • Predicò la castità, la moderazione, la tolleranza, la compassione, l’amore e l’eguaglianza tra tutti.
  • Fu trasfigurato su una montagna.
  • Sakya Budda fu crocifisso ad espiazione dei suoi peccati, soffrì per tre giorni nell’inferno e fu risuscitato (38c):
  • Ascese al Nirvana o "Paradiso."
  • Budda fu considerato "il buon pastore." (39), il "falegname" (40), "l’infinito ed eterno" (40a).
  • Fu chiamato il "Salvatore del mondo" e la "Luce del mondo".

L’egiziano Horus

Le storie di Gesù e di Horus sono molto simili, contribuendo Horus anche al nome di Gesù Cristo. Horus ed il suo un tempo -futuro padre Osiride sono frequentemente intercambiabili nel mito ("Io e mio padre siamo uno" (41).Le leggende di Horus precedono quelle di Gesù di migliaia degli anni, e questi ha in comune con la figura di Cristo le seguenti caratteristiche:

  • Horus è stato partorito dalla vergine Isis-Meri il 25 dicembre in una grotta mangiatoia (42); la sua nascita venne annunciata ad Oriente da una stella e presenziata da tre re magi.
  • Fu un insegnate bambino nel Tempio e venne battezzato a 30 anni (43).
  • Horus fu anche battezzato da "Anup il battezzatore", che divenne "Giovanni il Battista".
  • Ebbe 12 discepoli.
  • Compì dei miracoli e fece risorgere un uomo, El-Azar-us, dai morti.
  • Era inoltre la via, la verità, la luce, il messia, figlio unto del dio, il buono pastore, ecc.
  • Camminò sull’acqua.
  • Fu trasfigurato sul Monte.
  • Fu crocifisso, sepolto in una tomba e resuscitato.
  • Fu anche denominato "La Via, la Verità, l’Illuminazione, il Messia, il Figlio consacrato di Dio, il Figlio dell’Uomo, il Buonpastore, l’Agnello di Dio, il Verbo" etc.
  • Fu "il Pescatore" e fu associato all’Agnello, al Leone ed al Pesce ("Icthys") (45).
  • L'epiteto personale di Horus era "Iusa," "il figlio prediletto" di "Ptah," "il Padre." (46).
  • Horus fu chiamato "il KRST," o "Il solo Consacrato," molto prima che i cristiani replicassero il racconto (47).

Infatti, a Roma nelle catacombe vi sono immagini del bambino Horus tenuto dalla madre vergine Isis - l’originale "Madonna ed il bambino" (48) - e la stessa Chiesa Vaticana è costruita sul papato di Mitra (49), che condivide molte qualità con Gesù e che esistette come divinità molto prima che il personaggio di Gesù fosse formato. La gerarchia cristiana è quasi identica alla versione di Mitra che poi rimpiazzò (50). Potenzialmente tutti gli elementi del rito cattolico, dalla mitra all’ostia, all’altare, alla dossologia sono direttamente prese dalle precedenti religioni misteriche pagane (51).

Mitra, il " dio - Sole" ("Sungod") persiano

La storia di Mitra precede quella cristiana di almeno 600 anni. Secondo Wheless il culto di Mitra fu, poco prima dell’era cristiana, "la religione ‘pagana’ più popolare e largamente diffusa nei tempi" . Mitra ha in comune con la figura di Cristo le seguenti caratteristiche:

  • Mitra venne partorito il 25 dicembre.
  • Era considerato un grande maestro viaggiatore ed una guida.
  • Ebbe 12 compagni o discepoli.
  • Compì dei miracoli.
  • Fu sepolto in una tomba.
  • Dopo tre giorni risorse.
  • La sua resurrezione veniva celebrata ogni anno.
  • Fu chiamato "il buon pastore."
  • Fu considerato "la Via, la Verità e l’Illuminazione, il Redentore, il Salvatore, il Messia."
  • Fu identificato sia con il leone che con l'agnello.
  • Il suo giorno sacro era la domenica ("Sunday"), "il giorno del Signore," centinaia di anni prima della comparsa di Cristo.
  • Mitra aveva la sua festa principale in quella che più tardi divenne la Pasqua, epoca nella quale risorgeva.
  • La sua religione includeva una Eucarestia o "Cena del Signore" (52).

Krishna

Le somiglianze fra il personaggio cristiano ed il messia indiano sono molte. Infatti Massey trova più di 100 somiglianze tra il salvatore hindu e cristiano, e Graves, che include i vari vangeli non canonici nella sua analisi, elenca più di 300 somiglianze. Si dovrebbe notare che una precedente comune dizione inglese di Khrisna era "Christna", il che rivela la sua relazione con "Cristo". Si dovrebbe ancora notare che così come il dio -uomo ebreo, molta gente ha creduto in un Khrisna storico fatto persona (53).

  • Krishna fu partorito della vergine Devaki ("La Divina") (53a)
  • Suo padre era un falegname (54)
  • Alla sua nascita presenziarono angeli, re magi e pastori, e gli furono regalati oro, incenso e mirra (54a).
  • Venne perseguitato da un tiranno che ordinò la strage di migliaia di infanti (55).
  • Era di discendenza reale.
  • Venne battezzato nel fiume Gange (55a).
  • Compì miracoli e prodigi.
  • Fece risorgere i morti e guarì i lebbrosi, i sordi e i ciechi.
  • Krishna si servì di parabole per insegnare al popolo la carità e l’amore.
  • "Visse da povero e amò la povertà" (56).
  • Fu trasfigurato davanti ai suoi discepoli (57).
  • Secondo alcune tradizioni morì su un albero o fu crocifisso tra due ladroni. (58).
  • Si sollevò dalla morte ed ascese al cielo.
  • Krishna è denominato il "dio pastore" e il "re dei re" e fu considerato il Redentore, il Primogenito, il portatore del Peccato, il Liberatore, il Verbo universale (59).
  • È la seconda persona della Trinità (60) e proclamò sé stesso la "Resurrezione" e la "Via al Padre" (61).
  • Fu considerato "Il principio, la metà e la fine" (Alfa e Omega), così come essere onnisciente, onnipresente e onnipotente.
  • I suoi discepoli gli concessero il titolo "Jezeus", che significa "pura essenza" (61).
  • Khrisna deve tornare in battaglia contro il "principe del Male" che vuole devastare la Terra (62).

Il greco Prometeo

E’ stato sostenuto che il dio greco Prometeo veniva dall’Egitto ma il suo dramma ebbe luogo nelle montagne del Caucaso. Prometeo condivide un numero di evidenti similarità con il personaggio di Cristo.

  • Prometeo era disceso dal cielo come divinità incarnatasi uomo, per salvare il genere umano.
  • Fu crocifisso, soffrì e risorse dalla morte.
  • Fu appellato "La Parola" o "il Verbo" (62a).

Cinque secoli prima dell’era cristiana lo stimato poeta greco Eschilo scrisse "Il Prometeo incatenato", opera che, secondo Taylor, fu rappresentata a teatro in Atene. Taylor sostiene che nella commedia Prometeo viene crocifisso "su un albero fatale" e il cielo si scurisce:

L’oscurità che chiudeva la scena sul sofferente Prometeo era agevolmente mostrata sul palcoscenico spegnendo le lampade; ma quando la tragedia ritornava ad essere storia e la finzione diveniva realtà, non si poteva disporre così facilmente della luce del giorno. Né si poteva negare che la miracolosa oscurità che gli Evangelisti dichiaravano essere presente così solennemente durante la crocifissione di Cristo, si muoveva proprio sotto la stessa fatalità di un’assoluta e totale volontà di testimonianza.(63)

La tradizione vuole che Prometeo fosse crocifisso su una roccia, ma alcune fonti hanno considerato anche la leggenda che egli fosse crocifisso su un albero e che i Cristiani pasticciassero la storia e/o mutilassero il testo così come fecero con le opere di tanti autori antichi. Ad ogni modo il Sole che si nasconde nell’oscurità equivale al racconto cristiano dell’oscurità che discende quando Gesù viene crocifisso. Quest’evento eccezionale non è registrato nella storia ma si può solo spiegare all’interno del mito e come parte di una rappresentazione ricorrente.

La creazione d'un mito

I Cristiani hanno fatto ricorso ad una furia censoria che ha condotto ad un’effettiva ignoranza sul mondo antico e che ha assicurato che il loro segreto sarebbe stato nascosto alle masse (64), ma gli eruditi delle altre scuole e sette non rinunciarono mai alle loro ragioni contro la storicizzazione di una creatura mitologica molto antica. Abbiamo perso le discussioni di questi colti dissidenti perché i Cristiani hanno distrutto tutte le tracce dei loro lavori. Ciò nonostante, i Cristiani hanno conservato le tesi dei loro detrattori mediante le loro proprie confutazioni.

Per esempio, il padre della Chiesa Tertulliano (160-220 d.C.), "un ex-pagano" e vescovo di Cartagine, ammette ironicamente le vere origini della storia di Cristo e di tutte le altre divinità - uomo dichiarando, mentre confuta i suoi critici, "Voi dite che adoriamo il Sole; così come voi lo adorate." (65). E’ interessante che Tertulliano dapprima un fervido credente e difensore della fede, successivamente abbandonò il cristianesimo(66).

Il "figlio"("Son") di Dio è il "Sole"("Sun") di Dio (67)

La ragione per la quale tutte queste descrizioni sono così simili, con un dio-uomo che è crocifisso e risuscitato, che compie miracoli ed ha 12 discepoli, è che questi racconti erano basati sui movimenti del Sole attraverso il cielo, uno sviluppo astroteologico che può essere trovato in ogni parte del pianeta perché il Sole ed i 12 segni zodiacale possono essere osservati in tutto il globo. In altre parole Gesù Cristo e tutti gli altri su cui questo personaggio è fondato sono l’impersonificazione del Sole, e il racconto evangelico è soltanto una ripetizione di una formula mitologica (il mito su menzionato) che si basa sui movimenti del Sole attraverso il cielo (68).

Ad esempio, molti degli "uomini - dei" crocifissi nel mondo hanno per tradizione la loro nascita il 25 dicembre -Natale, in inglese "Christmas" (69)-. Questo perché gli antichi riconoscevano (secondo una prospettiva che pone la terra al centro del sistema solare) che il Sole compie una discesa di un anno, diretto verso sud, fino al 21 o 22 dicembre, il solstizio d’inverno, allorché arresta il suo movimento verso sud per tre giorni e quindi ricomincia il suo movimento verso il nord. Gli antichi affermavano che durante questo periodo "il Sole di Dio" "era morto" per tre giorni e "rinasceva di nuovo" il 25 dicembre. Gli antichi si rendevano pienamente conto di aver bisogno del ritorno diurno del Sole e che sarebbero stati in grande difficoltà se il Sole avesse continuato a muoversi verso sud non fermandosi ed invertendo la sua direzione. Di conseguenza, queste molte differenti colture celebravano "la nascita del Sole di Dio" il 25 dicembre (70). Qui di seguito sono riportate le caratteristiche del "Sole di Dio":

  • Il Sole "muore" per tre giorni il 22 dicembre, il solstizio d’inverno, quando arresta il suo movimento verso il sud, per nascere ancora il 25 dicembre, quando riprende il suo movimento verso il nord.
  • In alcune culture il calendario cominciava originariamente nella costellazione della Vergine, pertanto il Sole sarebbe "nato da una Vergine".
  • Il Sole è "la luce del mondo."
  • Il Sole "viene sulle nubi ed ogni occhio lo vedrà."
  • Il Sole sorgente al mattino è "il salvatore dell'umanità."
  • Il Sole porta una corona "corona di spine" o aureola (71) .
  • Il Sole "cammina sull’acqua".
  • "I seguaci" del Sole, "aiutanti" o" discepoli" sono i 12 mesi ed i 12 segni zodiacali o costellazioni, attraverso le quali il Sole deve passare.
  • Il Sole a mezzogiorno è nella casa o tempio del "più alto"; pertanto "esso" inizia "il suo lavoro di padre" a 12 anni.
  • Il Sole entra in ciascun segno dello zodiaco a 30°; perciò il "Sole di Dio" inizia il suo ministero all’età di 30 anni.
  • Il Sole è appeso ad una croce o "crocifisso", il che rappresenta il suo passaggio attraverso gli equinozi, l’equinozio primaverile essendo la Pasqua, epoca nella quale resuscita (72).

Contrariamente alla credenza popolare, gli antichi non erano un mucchio di ignoranti e superstiziosi che realmente credessero che i loro dei fossero personaggi reali. In effetti questa propaganda calunniosa è stata parte della cospirazione tendente a far apparire costoro come se fossero una massa oscura e stupida che avesse bisogno della "luce di Gesù" (73). In realtà gli antichi non erano meno avanzati nelle loro pratiche morali e spirituali, ed in molti casi molto più avanzati dei Cristiani che, nella loro presunta moralità ed ideologia, nel loro tentativo di storicità rappresentano in realtà un degrado dell’antico Mito.

Veramente, in modo differente dai Cristiani "superiori", l’intellighenzia vera fra gli antichi era ben conscia del fatto che i loro dei erano astronomici ed atmosferici in natura. Socrate, Platone ed Aristotele (74) certamente sapevano che Zeus, il padre degli dei, dio del cielo, che migrò in Grecia dall'India e/o dall'Egitto, non fu mai una persona reale, malgrado il fatto che i Greci avessero indicato che a Creta vi fossero entrambe le caverne dove nacque e morì Zeus. Per di più, in tutto il mondo si trovano posti dove questo dio veniva presumibilmente fatto nascere, camminare, soffrire, morire, etc., una circostanza comune ed irrilevante che non è stata monopolizzata né originata dalla Cristianità (74a).

L’etimologia racconta la storia

Zeus, anche conosciuto come "Zeus Pateras," che ora automaticamente crediamo essere un mito e non una figura storica, prende il suo nome dalla versione indiana, "Dyaus Pitar." Dyaus Pitar a sua volta è collegato con il "Ptah" egiziano, e sia da Pitar sia da Ptah viene la parola "pater," o "padre." "Zeus" equivale a "Dyaus," che divenne "Deos," "Deus" "Dios" e " "Dio." Zeus Pateras," come Dyaus Pitar, significa, "Dio il Padre" un concetto molto antico che in nessun modo prese origine da "Gesù" o dalla Cristianità. Nessuno crede che Zeus sia un personaggio storico. Dyaus Pitar si trasforma in "Jupiter" nella mitologia romana, e similmente non è rappresentativo di un personaggio reale e storico. Nella mitologia egiziana, Ptah, il padre, è il dio-forza invisibile, ed il Sole veniva considerato come una procura visibile di Ptah che porta la vita eterna alla terra; quindi, "il figlio di Dio" è veramente "il Sole di Dio." Effettivamente, secondo Hotema, il nome stesso di "Cristo" viene dalla parola hindi "Kris " (come in Krishna), che è un nome per indicare il Sole (75).

Ancora, poiché Horus era chiamato "Iusa/Iao/Iesu" (76)"il KRST" e Krishna/Christna era chiamato "Jezeus", e secoli prima tutti i personaggi ebrei venivano chiamati in modo simile, sarebbe sicuro presupporre che Gesù Cristo è giusto una ripetizione di Horus e Khrisna. Secondo il rev. Taylor, l’appellativo "Cristo", nella sua forma ebraica indicando "Consacrato" "Masiah" (77) era posseduto da tutti i re d'Israele, così come l’essere "così comunemente assunto da ogni specie di impostori, prestigiatori, e simulatori di comunicazioni sovrannaturali, che il reclamarlo in se è considerato nel vangelo stesso come indicazione di frode."(78). Hotema afferma che il nome "Gesù Cristo" non fu adottato ufficialmente nella sua forma attuale fino a dopo il primo Consiglio di Nicea, cioè, nel 325 d.C.(79).

In realtà, persino i nomi di luogo e le denominazioni di molti altri personaggi nel Nuovo Testamento possono essere rivelati per essere traduzioni ebraiche di testi egiziani.

Ad esempio, nella favola di "Lazzaro" ("Lazarus"), la mummia risollevata dai morti da Gesù, gli scrivani cristiani non cambiarono di molto il suo nome, "El-Azar-us", che sarebbe la mummia egiziana alzata dai morti da Horus forse 1.000 anni o più prima della versione ebrea (80). Questa storia è un’allegoria del Sole che risuscita il suo sé vecchio e morente, o padre, come in "El Osiris"(81). Non è una storia vera.

Il nemico principale di Horus - originariamente l'altra faccia o aspetto "oscuro" di Horus - era "Set" o "Sata," da dove viene "Satan."(82). Tra le altre somiglianze Horus lotta con Set nello stesso modo in cui Gesù lotta con Satana, durante i 40 giorni nel deserto (83). Ciò perché questo mito rappresenta il trionfo della luce sopra l’oscurità, o il ritorno del Sole per alleviare il terrore della notte.

"Gerusalemme" significa semplicemente "la città della pace," e l’attuale città in Israele fu denominata in questo modo dopo "la città santa della pace", descritta nei sacri testi egiziani, che già esistevano quando la città ebraica venne fondata. Inoltre, "Bethany," luogo della famosa moltiplicazione dei pani, significa "la casa di Dio," ed è un’allegoria della" moltiplicazione dei molti da Uno." (84). Nessuna città così designata, fu denominata per indicare il luogo allegorico presente nei testi che esistevano ben prima delle fondamenta della città. Il predecessore e la controparte egiziani è "Bethanu." (85).

Il libro della rivelazione è egiziano e zoroastriano

Nel "Libro della Rivelazione" si possono ritrovare nomi di luogo allegorici come "Gerusalemme" e "Israele". Massey ha dichiarato che la rivelazione, piuttosto che essere stata scritta da un apostolo chiamato Giovanni durante il primo secolo d. C., è un testo molto antico che data sin dall'inizio di questa era storica, cioè forse fin da 4.000 anni fa (86). Massey asserisce che la Rivelazione racconta la storia mitraica di Zoroaster/Zarathustra (87). Hotema, a proposito di questo misterioso libro che ha confuso il genere umano per secoli dice: "E’ espresso in termini di fenomeni creativi; il suo eroe non è Gesù, bensì il Sole dell’Universo, la sua eroina è la Luna; e tutti gli altri personaggi sono Pianeti, Stelle e Costellazioni; mentre il suo scenario - palcoscenico comprende il Cielo, la Terra, i Fiumi e il Mare." La forma semplice di questo testo è stata attribuita da Churchward allo scrivano di Horus, Aan, il cui nome ci è stato trasmesso come "Giovanni" (88). (Horus inoltre è battezzato da "Anup il battista," che diviene "Giovanni il Battista.")

La stessa parola Israele, lungi da essere di denominazione ebrea, probabilmente viene dalla combinazione di tre divinità differenti: Isis, la madre dea della terra venerata nel mondo antico; Ra, il Dio-Sole egiziano; ed EL, il dio semita trasmesso nella forma di Saturno.(90). "El" era uno dei primi nomi per il dio degli antichi Ebrei (da dove Emmanu-El, Micha-El, Gabri-El, Samu-El, etc.), ed il suo culto è riflesso nel fatto che gli ebrei ancora considerano sabato ("Saturday") il "giorno di Dio."(91).

In realtà, il fatto che i Cristiani venerino la domenica ("Sunday") tradisce le origini autentiche del loro dio e dio-uomo. Il loro "salvatore" è realmente il Sole, che è "la luce del mondo che ogni occhio può vedere." Il Sole è stava osservato costantemente attraverso la storia come il salvatore dell'umanità per ragioni ovvie. Senza il Sole, il pianeta durerebbe a malapena un giorno. Il Sole era così importante per gli antichi che essi composero un "Libro del Sole" o "Helio Biblia" che divenne la "Sacra Bibbia" (in inglese "Holy Bible") (91a)

I "patriarchi" e i Santi sono gli dei di altre culture

Quando si studia l'origine dei miti, si può discernere e delineare facilmente un modello che è ripetuto attraverso la storia. Ogni volta che una coltura predominante usurpa i suoi predecessori, diffama gli dei precedenti o li trasforma in dei di minore importanza, dei "patriarchi" oppure, nel caso della Cristianità, in Santi. Questo processo è esemplificato nell'adozione del nome del dio hindu Brahma in quello del patriarca ebraico Abramo (92). Un'altra scuola di pensiero propone che il patriarca Giosué si sia basato su Horus come "Iusa," dato che il culto di Horus aveva migrato, attorno a quell’epoca, ad Est.

Secondo questa teoria, il culto di Giosué, che era fiorito esattamente nella zona dove si presumeva fosse accaduto il dramma di Cristo, mutò quindi nel racconto cristiano, con Giosuè divenuto Gesù. (93). Come afferma il Robertson: "Il Libro di Giosuè ci porta a pensare che egli aveva numerosi attributi del Dio-sole, e che, come Sansone e Mosè, egli era una divinità antica ridotta in condizione umana."

In effetti, la leggenda di Mosè, piuttosto che essere quella di un personaggio ebreo storico, nell’antico Medio ed Estremo Oriente si ritrova con un personaggio con nomi ed origini etniche differenti a seconda della località: "Manou" è il legislatore indiano; "Nemo il legislatore," che trasportò le tavole di Dio giù dalla montagna, viene da Babilonia; "Mises" si ritrova in Siria e in Egitto, dove anche "Manes il legislatore" domina la scena; "Minosse" è il riformatore cretese; ed i Dieci Comandamenti sono semplicemente una ripetizione del Codice Babilonese di Hammurabi e dei Veda indiani (94). Come Mosè, Krishna fu posto da sua madre in una barca fatta di canne e mandato alla deriva in un fiume, dove venne trovato da un'altra donna (95). Un secolo fa, Massey descrisse e Graham recentemente reiterò, che anche l’Esodo in sé non è un evento storico. I dubbi quanto alla storicità di questa storia sono convalidati dalla mancanza di annotazione archeologica, come è riferito nel numero di settembre/ottobre 1994 della rivista Biblical Archaeology Review ("BAR") (96).

Come la maggior parte dei personaggi biblici, Noè è anche un mito (97), adottato molto tempo fa dagli Egiziani, dai Sumeri e da altri, così come qualsiasi sofisticato studioso potrebbe dimostrare, tuttavia noi troviamo ogni specie di libri - alcuni dei quali presumibilmente "trasmettono" l’"ultima verità" da un essere mistico, onnisciente, onnipresente ed eterno quale Gesù stesso - che cianciano di un Noè genuino e storico, delle sue straordinarie avventure e del "Diluvio Universale" !" (98).

Ancora, la "Esther" dell'Antico Testamento è un’imitazione della dea Ishtar, Astarte, Astoreth o Isis, dalla quale deriva "Pasqua"(in inglese "Easter") (99) del cui lungo ed ubiquitario regno si narra ne "La parola infallibile di Dio." (100). Il motivo della Madre Vergine/Dea/Regina del Cielo si ritrova nel mondo ben prima, ad esempio con Iside, anch’essa chiamata "Mata – Meri" ("Maria madre"). Come Walker afferma, "Mari" era il "nome di base delle dee note ai Caldei, così come Marratu per gli Ebrei, Mariham per i Persiani, e Maria per i Cristiani…I Semiti adoravano una combinazione androgina di dee e dei chiamata Mari – El (Dio – Maria), corrispondente all’egiziana Meri –Ra, che combinava il principio femminile dell’acqua con quello maschile del Sole".

Anche il nome ebreo di Dio, "Jahwèh," fu preso dall’egiziano "IAO" (101).

In uno dei più famosi inganni cristiani, nel tentativo di convertire i seguaci di Budda, la Chiesa canonizzò questi come "S. Giosafatte" che rappresentava una deformazione cristiana del titolo buddista "bodisattva" (102).

I "discepoli" sono i segni dello zodiaco

Inoltre, non è casuale che vi siano 12 patriarchi e 12 discepoli, essendo 12 il numero dei segni zodiacali, o dei mesi. In effetti come le 12 fatiche di Ercole ed i 12 " assistenti" di Horus, i 12 discepoli di Gesù sono simbolici per i segni dello zodiaco e non descrivono alcuna figura letterale protagonista di un dramma avvenuto sulla terra all’incirca il 30 d.C. Si può dimostrare che i discepoli erano precedenti eroi/popolari eroi/costellazioni (103). Si è facilmente rivelato che Pietro è un personaggio mitologico (104), mentre si è detto che Giuda rappresenti lo Scorpione, "il traditore che colpisce da dietro", ovvero il periodo dell'anno in cui i raggi del Sole giungono più deboli ed il Sole sembra morire (105). Giacomo, "fratello di Gesù" e "fratello del Signore", equivale a Amset, fratello di Osiride e fratello del Signore (106). Massey afferma: "Taht – Matiu era lo scrivano degli dei, e nell’arte cristiana Matteo è dipinto come lo scrivano di Dio, con un angelo vicino che gli detta il Vangelo" (107). Anche l’Apostolo Paolo è un insieme di diversi personaggi: il Saul del Vecchio Testamento, Apollonio di Tyana e il semidio greco Orfeo (108). Alcuni ipotizzano che l’Apostolo Paolo è anch’esso inventato.

Gesù era un maestro esseno? (109)

Per quanto riguarda la possibilità che Gesù fosse un esseno, secondo quanto trapela dai "segreti" Manoscritti del Mar Morto, anche prima della scoperta dei manoscritti, nel corso dei secoli, c’era stata discussione su questo punto, ma Massey argomentò abilmente che molti dei presunti insegnamenti di Gesù o erano in contraddizione o erano inesistenti nella filosofia essena (110). Gli Esseni non credevano nella resurrezione del corpo, né credevano in un messia fattosi uomo. Essi non accettavano la storicità di Gesù. Non erano seguaci della bibbia ebraica, o dei profeti, o del concetto della caduta originale che deve produrre un salvatore. Massey inoltre aggiunge che gli Esseni erano astemi e mangiavano per vivere piuttosto che per un altro senso. Confrontato a questo, il presunto Gesù esseno sembra essere un ghiottone e un ubriacone. Inoltre, mentre secondo lo storico Giuseppe gli Esseni aborrivano giurare solennemente, Gesù affettuosamente "giurò sui" suoi discepoli (111). Mentre molte dottrine essene sono incluse nel Nuovo testamento, la lista delle disparità fra i Manoscritti Esseni del Mar Morto ed il loro presunto grande maestro Gesù continua ancora (112).

Qumran non è una comunità essena

Si noti che c’è dibattito anche sul fatto se Qumran, il posto tradizionalmente associato ai Manoscritti del Mar Morto, sia o no una comunità essena. Nella succitata rivista BAR, viene riportato che i reperti archeologici indicano che Qumran non era una comunità essena ma probabilmente una stazione di passaggio per i viaggiatori e i mercanti che attraversavano il Mar Morto. Sempre su BAR è stato anche ipotizzato che il tono fervente e guerriero di alcuni dei manoscritti portati alla luce vicino a Qumran smentisce qualsiasi origine essena ed indica invece una possibile attribuzione agli ebrei Zeloti. In Chi ha scritto i Manoscritti del Mar Morto, Norman Golb argomenta con efficacia che i Manoscritti del Mar Morto non furono scritti da alcuno scrivano esseno ma era una collezione di volumi provenienti da varie biblioteche che erano stati nascosti in delle caverne dell’est di Israele da ebrei in fuga dalle armate romane durante la prima rivolta del 70 d.C.. Golb ipotizza anche che la stessa Qumran fosse una fortezza, e non un monastero. In ogni caso, è impossibile paragonare il "Maestro di Giustizia" descritto in alcuni manoscritti con Gesù Cristo.

Il Nuovo Testamento fu composto dai Terapeuti?

Nel 1829 il Rev. Taylor abilmente ipotizzò che l’intera l'intera storia evangelica già esisteva molto prima dell'inizio dell'era odierna, e che era stata composta probabilmente dai monaci di Alessandria d’Egitto denominati "Terapeuti" in lingua greca ed "Esseni" in quella egiziana, significando, entrambi i nomi, "guaritori" (113). Questa teoria prese piede in parte dall’affermazione di uno dei primi padri della Chiesa, Eusebio, il quale in uno di quello che sembra uno dei suoi rari momenti d’onestà, "ammise ... che le epistole e i vangeli canonici cristiani erano gli antichi scritti degli Esseni e dei Terapeuti riprodotti al nome di Gesù". Taylor opina anche che "i Terapeuti egiziani che viaggiavano portarono l’intera storia dall’India ai loro monasteri in Egitto, dove, un po’ di tempo dopo l’inizio della dominazione Romana venne trasformata in storia cristiana (114). Inoltre Wheless evince che si può trovare gran parte della storia di "Gesù Cristo" nel libro di Enoch (115), che ha preceduto il presunto avvento del Maestro ebreo di centinaia degli anni (116). Secondo Massey furono in realtà i pagani "Gnostici" – che includevano, tra gli altri, membri dei Terapeuti/Esseni (117) e confraternite nazarene (118), a trasferire a Roma i testi esoterici (gnostici) che contenevano i miti sui quali si basavano i numerosi vangeli, ivi inclusi i quattro canonici. Wheless afferma: "ovviamente i Vangeli e altri libri del Nuovo Testamento, scritti in greco e che citavano 300 volte la greca Bibbia dei Settanta, e altri autori pagani greci, come Aratus e Cleante, non erano stati scritti da illetterati contadini ebrei, ma da Padri ex-pagani di lingua greca e da preti provenienti dalla terra santa degli Ebrei." (119). Mead asserì, "Di conseguenza deduciamo che i manoscritti autografi dei nostri quattro Vangeli furono molto probabilmente scritti in Egitto, durante il regno di Adriano (120)".

Conclusioni

Come afferma Walker, "Gli sforzi per eliminare il paganesimo dai Vangeli al fine di trovare un Gesù storico si sono rivelati come la vana speranza di trovare un nucleo in una cipolla". La storia "evangelica" di Gesù non è una rappresentazione effettiva d'un "maestro" storico che camminò sulla terra 2.000 anni fa. È un mito sviluppato su altri miti e uomini - dei, che a loro volta erano personificazioni del mito ubiquitario del Dio-Sole.

Il Cristo dei Vangeli è in nessun caso un personaggio storico o un supremo modello di umanità, un eroe che si sforzò, soffrì e fallì per salvare il mondo con la sua morte. E’ impossibile stabilire l’esistenza di un personaggio anche come impostore: perché in questo caso entrambe le due testimonianze, la mitologia astronomica e lo gnosticismo, provano con completezza un alibi. Il Cristo è una figura popolare che non visse mai, una figura di origini pagane; una figura che una volta fu l’Ariete e in seguito il Pesce; una figura che sotto sembianze umane era il ritratto e l’immagine di una dozzina di divinità differenti.

Gerald Massey

© 2006 Acharya S

Tradotto usando Babelfish e stampato di Acharya S e di Dott. Guido Marchionni



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